Nato a
Venezia nel
1468, Francesco Donà completò gli studi umanistici e si fece presto conoscere per la sua cultura e per le sue doti di oratore.
Nel
1492, nel
1496 e nel
1500 fece parte del Consiglio dei Savi, nel
1504 fu ambasciatore in
Spagna presso
Ferdinando II d'Aragona per favorire il commercio venezianto insidiato dalla concorrenza portoghese.
Negli anni successivi fu podestà a
Vicenza e in altre città, presidente dal consiglio dei Savi e procuratore di San Marco. Non aspirò mai a cariche militari e costruì la propria reputazione svolgendo diversi incarichi amministrativi.
Fu eletto doge (il settantottesimo) il 24 novembre
1545 succedendo a
Pietro Lando. Durante il suo dogato ebbe inizio il
Concilio di Trento e, nel clima della
controriforma, fu istituito a
Venezia il tribunale dei
Tre savi sopra l'eresia che, pur collegato alla
Congregazione del Sant'Uffizio, rimaneva sotto il controllo del governo tutelando l'autonomia veneziana e limitando l'ingerenza della Chiesa.
Gli anni del dogato di Donà scorsero tranquilli, la città fu abbellita con le opere del Sansovino e con altri importanti lavori.
Francesco Donà morì i 23 maggio
1553, fu suo successore
Marcantonio Trevisan.
Vedi anche:
Dogi di Venezia