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Guerra di Perugia



Nel 42 a.C., mentre Ottaviano e Marco Antonio erano in oriente impegnati nella campagna che si concluse a Filippi con la vittoria sui cesaricidi, il fratello e la moglie di Antonio, Lucio Antonio e Fulvia, tentavano a Roma di provocare una rivolta contro Ottaviano.
La donna basò la sua propaganda sul delicato argomento degli espropri che Ottaviano intendeva eseguire per distribuire terreni ai veterani, progetto che chiaramente risultava odioso ai possidenti. Fulvia non metteva in discussione i diritti dei veterani ma sosteneva che bastessero i terreni del pubblico demanio per soddisfarli, senza necessità di sottrarre ricchezza ai privati.
L'azione di Fulvia negli ambienti dell'alta società era parallela a quella che Lucio Antonio, console nel 41 a.C., portava avanti in senato. Ovviamente molti senatori possedevano terreni e un progetto di esproprio li riguardava personalemente, perciò fu facile a Lucio raccogliere consensi.
Al rientro di Ottaviano in Italia, Lucio Antonio e Fulvia avevano creato tutti i presupposti per lo scontro e si erano adeguatamente armati, tuttavia la fedeltà dei soldati verso Ottaviano rimase ben ferma mentre, da parte sua, Marco Antonio rimase completamente neutrale.
Lucio Antonio mosse con il suo esercito verso la Gallia Cisalpina ma Ottaviano lo bloccò in Umbria e dopo alcuni scontri a Nursia (Norcia) e Sentino, lo costrinse a chiudersi in Perugia dove lo assediò. La città era ben munita e dotata di difese naturali, perciò Ottaviano non riuscì o non tentò a prenderla con le armi, ma quando i viveri cominciarono a mancare Lucio Antonio fu costretto ad arrendersi.
I due cospiratori furono perdonati: Lucio fu inviato in Spagna mentre Fulvia fuggì in Grecia dove morì poco dopo.
Le conseguenze più amare toccarono ai Perugini che avevano accolto ed aiutato Lucio Antonio, quasi tutti appartenenti all'aristocrazia cittadina. La città fu distrutta e molti furono giustiziati, fra quanti riuscirono a mettersi in salvo furono Tiberio Claudio Nerone, la moglie Livia Drusilla (futura moglie di Ottaviano) ed il figlio Tiberio Claudio Nerone.

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