Figlio di
Publio Decio Mure console nel 340 a.C. famoso per essersi sacrificato alla patria durante la guerra contro i
Latini.
Nel racconto di
Livio, Decio Mure si batte per la proposta dei tribuni
Quinto e Cneo Ogulnio che volevano ammettere i
plebei nei collegi degli
auguri e dei pontefici, citando come esempio la figura del padre per dimostrare la dignità ed il valore dei
plebei.
La proposta venne approvata (300 a.C.) e lo stesso Publio Decio Mure venne nominato
pontefice.
Quattro volte
console,
censore nel
304 a.C., Publio Decio Mure morì nel
295 a.C., durante il suo quarto
consolato, combattendo contro i
Galli Senoni nella battaglia del
Sentino, nei pressi di
Fabriano, quando si immolò scagliandosi da solo contro le schiere nemiche per propiziare la vittoria come, nel 340 a.C., aveva fatto il padre.
Riepilogo consolati:
Console del
312 a.C. con
Marco Valerio Massimo.
Console del 308 a.C. con
Fabio Massimo Rulliano.
Console del 297 a.C. con
Fabio Massimo Rulliano.
Console del
295 a.C. con
Fabio Massimo Rulliano.
Riferimenti letteratura:
Livio - Storia di Roma
Vedi anche:
Cronologia dei magistrati romani