Antonio Perez nacque a
Madrid nel
1540. Educato nelle migliori università spagnole, nel
1566 ereditò dal padre la carica di segretario del re
Filippo II di
Spagna e nello stesso periodo divenne leader di una delle fazioni politiche spagnole.
Su consiglio di Perez
Filippo II impose al fratellastro don Giovanni d'Austria, del quale non si fidava, di assumere come suo segretario Juan de Escobedo che avrebbe dovuto fungere da spia per Perez, ma Escobedo inaspettatamente si dimostrò fedele a Don Giovanni. Perez cominciò a tramare e convinse
Filippo che don Giovanni cospirava contro di lui sobillato da Escobedo ed infine ottenne il consenso del re per far morire Escobedo.
Nel
1577, durante una visita a
Madrid, Escobedo venne pugnalato a morte da sicari originari dell'
Aragona che, si disse, erano stati mandati da Perez. Pochi mesi dopo Don Giovanni fu ucciso nei
Paesi Bassi.
Anche
Filippo sospettò di Perez ma in un primo momento non agì perché il suo segretario era a conoscenza di troppe informazioni riservate.
Nel
1579 Perez venne messo agli arresti domiciliari per ordine di
Filippo e via via la sua libertà venne limitata finché nel
1584, dopo un'indagine sul suo operato come segretario, non fu accusato di corruzione e di falsificazione di documenti.
Nel
1585, dopo un tentativo di fuga, Antonio Perez venne rinchioso nel castello di Turagano a Segovia dove due mesi dopo seppe di essere stato condannato a due anni di prigione e dieci di esilio.
Un altro tentativo di fuga organizzato dai suoi seguaci si concluse con un insuccesso e con l'arresto della moglie e dei figli di Perez.
Perez rimase in prigione e nel
1587 fu formalmente accusato di aver ucciso Escobedo. Nel
1590, sotto tortura, rilasciò una dichiarazione che coinvolgeva il re nell'omicidio. Poco dopo riuscì ad evadere e con una fuga avventurosa giunse in
Aragona dove si costituì chiedendo di essere processato secondo le leggi locali e non secondo quelle castigliane. Nel carcere aragonese Perez godette di ampia libertà ed incontrò spesso i suoi seguaci mentre preparava la difesa, ma intanto
Filippo aveva avviato un nuovo processo in
Aragona ed il 1 luglio
1590 Perez fu condannato a morte.
Perez si difese abilmente convincendo gli
Aragonesi che le loro leggi erano state violate e
Filippo fu costretto ad indire un nuovo processo.
Filippo arrivò ad accusare Perez di eresia per consegnarlo all'
inquisizione che aveva la stessa giurisdizione in
Castiglia ed in
Aragona.
Il 13 maggio
1591, in occasione di un trasferimento di Perez in un altro carcere, si verificò un tumulto popolare tale da mettere in fuga le autorità locali e spingere
Filippo a far intervenire l'esercito. In questo contesto Antonio Perez fuggì da
Saragozza ed il 23 novembre
1591 raggiunse la
Francia.
Trascorse il resto della vita vendendo i segreti di cui era a conoscenza in
Francia ed in Inghilterra.
Morì a
Parigi nel
1611.
Riferimenti letteratura:
Vittorio Alfieri - Filippo